DOMENICO MALATESTA

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Condottieri di ventura

0927      DOMENICO MALATESTA  (Malatesta Novello Malatesta) Di Brescia. Signore di Cesena, Cervia, Bertinoro, Meldola, Sarsina, Gatteo, Longiano, Rocca delle Caminate, Predappio, Cesenatico, Roncofreddo, Montevecchio, Montegelli, Rontagnano, Savignano sul Rubicone, Caioletto. Figlio naturale di Pandolfo, fratello di Sigismondo Pandolfo, cognato di Federico da Montefeltro.

1418 (agosto) – 1465 (novembre)

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1430 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.RiminiPesaro 

 

Romagna

I Malatesta di Pesaro cercano di togliere Rimini ai figli di Pandolfo. Domenico raccoglie con il fratello Sigismondo Pandolfo fautori e seguaci e previene gli avversari nella città.

1431 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. 

 

 

 

 

 

Veneto

Si reca a Venezia dove il Senato lo insignisce del titolo di nobile della repubblica.

………… 

 

 

 

 

 

Marche

A Fano per un torneo organizzato in suo onore.

Dic. 

 

 

 

 

 

Marche

Fano si ribella ai Malatesta: deve intervenire il fratello per domare l’insurrezione.

1432 

 

 

 

 

 

 

 

Ott. 

 

 

 

 

 

Romagna

Alla morte del fratello Galeotto Roberto ottiene la signoria di Cesena, di Bertinoro, di Meldola, di Sarsina, di Roncofreddo e dei castelli del piviere di Sestino.

1433 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. 

 

 

 

 

 

Marche

Ha il governo di Fano per qualche tempo. Lascia la città a giugno ed offre un banchetto a tutti i cittadini.

Sett. 

 

 

 

 

 

Romagna

Viene armato cavaliere a Rimini dall’imperatore Sigismondo d’Ungheria; gli è dato dal sovrano il soprannome di Novello.

Ott. 

 

 

 

 

 

Marche

Rientra a Fano per domarvi una rivolta.

Dic. 

 

 

 

 

 

Marche

Aiuta il fratello a soggiogare una nuova rivolta in Fano.

1434 

 

 

 

 

 

 

 

………… 

 

 

 

 

 

Romagna

Sigismondo Pandolfo gli cede Cervia con le saline.

………… 

 

 

 

 

 

Romagna

Toglie Pianetto, nella valle del Bidente, al conte Galeotto da Cusercoli.

Nov. 

 

 

 

 

 

Marche

Si sposa con Violante da Montefeltro; a Fano e ad Urbino con la moglie.

1435 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.ChiesaForlì 

 

Romagna

Combatte gli Ordelaffi agli stipendi del papa Eugenio IV. Alla testa di 500 cavalli e di molte cernite scorre nel forlivese con il fratello; si scontra con le truppe di Antonio Ordelaffi presso Ronco, vi fa 70 prigionieri di taglia e preda molto bestiame.

Giu.ChiesaFortebraccio 

 

Toscana  Romagna

Favorisce un trattato per fare ribellare Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) a Niccolò Fortebraccio; corre il rischio di essere sopraffatto dalle forze preponderanti di Niccolò e di Francesco Piccinino. Viene raggiunto a Cesena con 3000 cavalli da Francesco Sforza.

Ago. 

 

 

 

 

 

Marche

Esce da Fermo con 80 lance, si porta a Rocca Contrada (Arcevia) e si sposta ad Osimo.

1436 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si incontra a Cesena con Francesco Piccinino.

Mar. 

 

 

 

 

 

Marche

Esce da San Lorenzo in Campo, entra nel contado di Fano e nella rocca cittadina.

…………ChiesaMilano Forlì 

 

Emilia

Alla guardia di Bologna.

Giu. 

 

 

 

 

 

Romagna

Alloggia a San Martino con Taliano Furlano ed il fratello Sigismondo Pandolfo. Depreda il forlivese ed occupa Forlimpopoli.

Sett. 

 

 

 

 

 

Emilia

Viene in sospetto al commissario generale dell’esercito pontificio Baldassarre da Offida, che tenta di metterlo in cattiva luce agli occhi di Francesco Sforza. Come risultato, non interviene con il fratello a contrastare l’azione di Francesco Sforza ai danni dello stesso Offida che viene catturato dagli sforzeschi a Budrio.

1437 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.VeneziaMilano 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

Emilia

E’ scacciato da Bologna da Niccolò Piccinino.

1438 

 

 

 

 

 

 

 

………… 

 

 

 

 

 

Emilia

A Bologna. E’ senza alcuna condotta.

Mar. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si incontra a Capenella, vicino a Forlì, con Niccolò Piccinino; gli fa alcuni doni e si impegna ad allontanare da Cesena i figli di Niccolò da Tolentino che ne sono alla difesa per conto dei pontifici.

Dic. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si reca in Lombardia, ha un nuovo colloquio con Niccolò Piccinino; chiede che gli siano affidati alcuni fuoriusciti di Ravenna, incarcerati a Forlì, fra i quali vi è un suo debitore.

1439 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Romagna

A Forlì; gli è consegnato il prigioniero richiesto in precedenza la cui taglia gli frutta 1000 fiorini.

Feb. 

 

 

 

 

 

Romagna

Ospita a Cesena Francesco Piccinino.

Mag.Venezia FirenzeMilano500 cavalliRomagna

Viene assoldato dalla lega antiviscontea;  affianca Francesco Sforza nell’ imolese.

Lug. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si trova a Forlimpopoli. Con Pietro Giampaolo Orsini stipula una tregua con Guidantonio Manfredi, Antonio Ordelaffi ed i da Polenta.

Ott.RiminiUrbino 

 

Marche

Combatte i Montefeltro con il fratello. Conquista a Federico da Montefeltro tre castelli nell’alto corso del Senatello (Casteldelci, Senatello e Faggiuola).

Nov.VeneziaMilano 

 

Marche Trentino  Lombardia

Richiamato dai veneziani, abbandona le Marche per lottare contro i ducali. Prende parte all’assedio di Tenno.  Vi è fatto prigioniero da Gian Francesco Gonzaga perché la sua cavalcatura lo trascina lontano dalle file amiche: non mancano i sospettosi che menzionano il fatto come un suo tentativo di diserzione. Viene condotto a Mantova.

1440 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ liberato in cambio di Carlo Gonzaga, catturato da Francesco Sforza nella medesima battaglia di Tenno.

Mar. 

 

 

 

650 cavalliVeneto Marche e Romagna

Si reca a Venezia con 400 cavalli della sua compagnia ed altri 200 di Francesco Sforza; ritorna a Cesena con il rinnovo e l’aumento della condotta. Si dirige a Fano per affrontarvi Baldaccio d’Anghiari: viene assalito da Niccolò Piccinino che occupa Meldola. Domenico  Malatesta è costretto a venire a patti con il capitano visconteo e gli deve consegnare in pegno le rocche di Cesena, di Montefiore Conca e di altre due località. Su pressione  del Piccinino è obbligato con il fratello Sigismondo Pandolfo a riconciliarsi con Guidantonio da Montefeltro.

Apr. 

 

 

 

 

 

Marche

Viene firmato a Gubbio l’accordo con i Montefeltro. Raggiunge Fano.

Lug. 

 

 

 

 

 

Romagna e Emilia

Con la sconfitta di Niccolò Piccinino ad Anghiari Domenico  Malatesta lascia Cesena, tocca Forlì (dove si reca a salutarlo  Antonio Ordelaffi) e raggiunge Ferrara. Si allea con Guidantonio Manfredi; a fine mese rientra via mare nei suoi stati.

Ago.MilanoFirenze Chiesa300 cavalliRomagna  Lombardia

Cambia ufficialmente coalizione, gli viene restituita Meldola e passa al soldo dei ducali: nei capitoli della condotta gli è, tuttavia, consentito di fornire vettovaglie alle  genti dei fiorentini ed a quelle del legato, il patriarca Ludovico Scarampo. A Milano.

Ott. 

 

 

 

 

 

Romagna

In Romagna. Fronteggia gli avversari verso Forlimpopoli. Si unisce con Guidantonio Manfredi; i pontifici abbandonano la località. Con il ritiro dei fiorentini verso la Toscana si reca a Cesena; per strada si ferma a Forlì ospite di Antonio Ordelaffi.

Dic. 

 

 

 

 

 

Emilia

A Bologna; raggiunge Forlì ed i suoi possedimenti per la pausa invernale.

1441 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Romagna

Ottiene Rocca delle Caminate da Roberto da Montalboddo.

Apr. 

 

 

 

 

 

Romagna

Entra alla difesa di Forlì in soccorso di Antonio Ordelaffi.

Mag. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si sposta a Forlì;  ignora il signore della città  (ora sospettato di volere defezionare nel campo avverso) nonostante che costui gli venga incontro per tributargli i rituali onori.

Giu. 

 

 

 

 

 

Romagna e Emilia

Viene catturato dai viscontei l’arciprete Giacomo da Modigliana inviato a Firenze da Antonio Ordelaffi; l’ecclesiastico è condotto in prigione a Cesena  sfuggendo per poco alla morte. Domenico Malatesta invia 250 uomini alla difesa di Forlì. Egli si reca, invece, a Bologna, a Meldola ed a Faenza, ove si incontra con Francesco Piccinino e Guidantonio Manfredi per organizzare un trattato volto a togliere ad Antonio Ordelaffi la signoria della città. A fine mese entra all’ improvviso in Forlì con Francesco Piccinino: colloca le truppe fra Russi e Villafranca ed irrompe  nel palazzo dell’ Ordelaffi  trovato a tavola. Domenico Malatesta esce, quindi, per la Porta di Ravaldino, si dirige a Rocca San Casciano con Francesco Piccinino e rientra ancora nel capoluogo. Fa alloggiare le sue milizie a San Martino.

Lug. 

 

 

 

 

 

Romagna

Ai primi di luglio, un giorno di festa, mentre la popolazione è dispersa nelle varie chiese a messa Domenico Malatesta entra in Forlì con Francesco Piccinino e le sue squadre. Giunge nella piazza dove è raggiunto da Antonio Ordelaffi; lo invita a salire a cavallo e lo conduce fuori città per la Porta di San Pietro con la scorta di un caposquadra del   Manfredi. L’Ordelaffi viene condotto a Bagnolo.  Il signore di Forlì è nel frattempo liberato a Forlimpopoli dai suoi fautori. Domenico Malatesta si volge allora contro la città; è respinto dalla Porta di San Pietro per cui può entrare in Forlì solo per il castello di Ravaldino. Gli abitanti   si organizzano e riescono ad allestire nelle strade cittadine trincee e ripari nonostante che dalla rocca si spari con i cannoni contro di essi.  Domenico Malatesta affronta con le sue lance i cittadini; lo scontro dura quasi tutto il giorno ed al suo termine, dopo che sono state incendiate molte case, Francesco Piccinino si ritira a San Martino, mentre Domenico Malatesta deve riparare a Meldola.

Sett. 

 

 

 

 

 

 

 

Si accosta a Federico da Montefeltro che già da tempo milita con i ducali.

1442 

 

 

 

 

 

 

 

Mar. 

 

 

 

 

 

Emilia

Partecipa a Bologna ad una giostra con Guidantonio Manfredi e Ludovico Malvezzi.

Mag.ChiesaSforza 

 

Romagna

Milita ancora al soldo del papa Eugenio IV. Dal faentino penetra nel forlivese per lottare  agli ordini di Niccolò Piccinino contro Francesco Sforza ed il fratello Sigismondo Pandolfo. Ospita a pranzo a Cesena il Piccinino.

Lug. 

 

 

 

 

 

Marche

Assale Sarnano.

Ago. 

 

 

 

 

 

Marche

Si accampa sul Metauro con Niccolò Piccinino;  assedia in Fano Francesco Sforza ed il fratello Sigismondo Pandolfo.

Nov. 

 

 

 

 

 

 Umbria

Affianca Niccolò Piccinino alla conquista di Assisi.

1443 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si incontra con il fratello Sigismondo Pandolfo a Cesena;  gli restituisce la visita a Rimini.

Feb. 

 

 

 

 

 

Marche

Si porta ad Urbino per i funerali del suocero Guidantonio da Montefeltro.

Mar. 

 

 

 

 

 

Marche

Si incontra ancora con il fratello tra Fano e Rimini.

Apr. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si reca a Ferrara e si fa promotore di una tregua tra il fratello ed il nuovo conte di Urbino, Oddantonio da Montefeltro.

Ago. 

 

 

 

 

 

Emilia

Riprende il conflitto ed opera alcune scorrerie tra Rimini e Pesaro con Niccolò Piccinino e Federico da Montefeltro. All’assedio di Fano.

Sett. 

 

 

 

 

 

Marche

Abbandona l’assedio di Fano, espugna Piandimeleto, si sposta sul Foglia e si ferma a Montecchio (Treia). Passa alla difesa di Recanati.

Nov. 

 

 

 

 

 

Marche e Romagna

Con Roberto da Montalboddo, Angelo di Roncone e Pietro da Bevagna (4000 cavalli) è inviato a Montelabbate per tagliare la strada a Francesco Sforza che cerca di congiungere le sue truppe con quelle del fratello Sigismondo Pandolfo. Gli avversari superano il guado del Foglia, si collegano con i riminesi e battono i pontifici a Montelauro. Domenico Malatesta si rifugia in tale castello; assalito dagli sforzeschi, ripara a Cesena.

1444 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Marche

Si accampa a Sant’Elpidio a Mare.

Feb. 

 

 

 

 

 

Marche

Si impossessa di San Marino: abbandona la località dopo un giorno.

Mar. 

 

 

 

 

 

Marche

Tenta di impadronirsi Arcevia; ritorna a Sant’Elpidio a Mare, occupa un castello sul litorale e se ne allontana dopo alcuni giorni.

………… 

 

 

 

 

 

Romagna

Si trova a Ferrara ed a Rimini.

Giu. 

 

 

 

 

 

Marche

Niccolò Piccinino lo lascia a Recanati.

Ago. 

 

 

 

 

 

Marche

Ottiene a patti Castelfidardo; consiglia Francesco Piccinino ad accettare lo scontro con gli avversari a Montolmo (Corridonia). Con Roberto da Montalboddo respinge inizialmente gli sforzeschi; Alessandro Sforza, Dolce dell’ Anguillara e Manno Barile lo colgono alle spalle a seguito di un movimento aggirante. Messo in fuga, ripara a Montecosaro con Roberto da Montalboddo, indi a Recanati dove giungono anche Jacopo Piccinino e Giacomo da Caivana.

Sett. 

 

 

 

 

 

Marche

Contrasta  Francesco Sforza con Angelo di Roncone e Roberto da Montalboddo.

………… 

 

 

 

 

 

Marche

Affronta sempre Francesco Sforza nel fermano.

1445 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

Marche

A Pesaro con il fratello.

Giu.ChiesaSforza 

 

Romagna

Coadiuva il fratello Sigismondo Pandolfo (che ha mutato partito) contro Francesco Sforza e Federico da  Montefeltro.

Lug. 

 

 

 

 

 

Romagna e Marche

Si imbarca a Rimini con Taliano Furlano, Giacomo da Caivana e Roberto da Montalboddo nella flotta aragonese di Bernardo Villamarina. Si dirige alla volta di Fano dove è previsto il concentramento delle forze alleate.

Ott. 

 

 

 

 

 

Marche

A Fano. Si accampa ad Osimo con Taliano Furlano, il fratello e Roberto da Montalboddo.

1446 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. 

 

 

 

 

 

Romagna

Esce da San Giovanni in Marignano per collegarsi in Umbria con il fratello Sigismondo Pandolfo.

Lug. 

 

 

 

 

 

Marche

Si muove tra Fossombrone e Fano;  partecipa al consiglio di guerra in cui si decide di proseguire la campagna fino alla cacciata di Francesco Sforza dalla marca d’ Ancona. Si impossessa di Monticello.

Ago. 

 

 

 

 

 

Marche

Ottiene Montefabbri; conquista nel Montefeltro i castelli di Monte Cerignone, di Montegaudio e di Soanne.

Sett. 

 

 

 

 

 

Marche

Lascia i territori di Fano e di Senigallia, punta su Osimo e si impossessa di Arcevia.

Ott. 

 

 

 

 

 

Romagna

Batte a Montelauro Dolce dell’ Anguillara: nel combattimento fra gli sforzeschi sono uccisi 50 fanti; sono catturati tre capisquadra e 40 uomini d’arme.

Nov. 

 

 

 

 

 

Marche

Saccheggia Ripalta e dà alle fiamme la località.

1447 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.NapoliFirenze400 cavalli 

 

Alla fine del conflitto addiviene, sempre con il fratello, ad una tregua con Alessandro Sforza e Federico da Montefeltro. Passa agli stipendi del re di Napoli Alfonso d’Aragona.

………… 

 

 

 

 

 

Toscana

Combatte i fiorentini; in uno scontro subisce tali ferite da rimanerne per sempre menomato.

Giu. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si ammala a Rimini.

Ago. 

 

 

 

 

 

Romagna

Rientra a Cesena: non si è ancora ripreso dalla sua malattia.

1450 

 

 

 

 

 

Lazio

Accompagna a Roma l’imperatore Federico d’Austria; il papa Niccolò V gli dà il permesso affinché il territorio di Cervia sia unito con quello di Cesena sotto forma di vicariato.

1451FirenzeNapoli 

 

 

 

Combatte gli aragonesi con il fratello Sigismondo Pandolfo.

1452
Sett. ott. 

 

 

 

400 cavalliToscana

Si reca a Firenze ove è accolto benevolmente.

1454 

 

 

 

500 cavalli e 100 fantiToscana
1455 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

Romagna

Con Borso d’Este favorisce Jacopo Piccinino nella sua scorreria nel senese: si incontra a Forlì con il condottiero e lo spinge ad attaccare il fratello Sigismondo Pandolfo nel riminese.

1456 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. 

 

 

 

 

 

Romagna

Si rappacifica una volta di più con il fratello Sigismondo Pandolfo a Cesenatico.

1457 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

 

 

Si allea con Federico da Montefeltro contro Sigismondo Pandolfo.

Nov. 

 

 

 

 

 

Marche e Romagna

Sempre con Borso d’Este, cerca invano di fare desistere Jacopo Piccinino dall’ attacco portato con Federico da Montefeltro ai danni del fratello Sigismondo Pandolfo. Si incontra con tale condottiero a Fossombrone.  Tenta di indirizzarne  l’ambizione, volta a ritagliarsi una signoria, dalla Romagna ad altri obiettivi come Bologna o  altre località dello stato della Chiesa. Domenico Malatesta si reca anche ad Urbino;  il suo colloquio con Federico da Montefeltro risulta parimenti infruttuoso. Rientra a Cesena.

1458
Feb.RomagnaInvia Goffredo d’Iseo come oratore dal re di Napoli Alfonso d’Aragona per trattare la pace fra il sovrano ed il fratello Sigismondo Pandolfo.
1460 

 

 

 

 

 

 

 

………… 

 

 

 

 

 

Romagna

Aiuta Jacopo Piccinino nella sua spedizione nel regno di Napoli contro gli aragonesi; fornisce ospitalità alle sue truppe nel cesenate.

Dic. 

 

 

 

 

 

Romagna

Il giorno di Natale viene con il fratello Sigismondo Pandolfo scomunicato  e bandito come ribelle da Pio II per l’aiuto fornito a Jacopo Piccinino: la motivazione ufficiale è il ritardato pagamento del censo alla Camera Apostolica e nell’essere venuto meno ai suoi obblighi di fedeltà verso lo stato della Chiesa.

1462 

 

 

 

 

 

 

 

………… 

 

 

 

 

 

 

 

E’ nuovamente scomunicato dal papa per non avere voluto pagare il censo pregresso.

Dic.CesenaChiesa 

 

Romagna

E’ assalito dai pontifici comandati da Astorre Manfredi (500 cavalli e 1000 fanti). Cattura Cocco Malatesta e gli confisca i suoi beni che concede al suo capitano Francesco da Tiano.

1463 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

 

 

Si riconcilia con il pontefice su intervento dei veneziani, dei fiorentini e di Francesco Sforza, da tempo duca di Milano.

Mag. 

 

 

 

 

 

Romagna

Vende Cervia e le sue saline alla Serenissima per 4000 ducati e la fornitura di 2000 sacchi di sale. Ciò provoca l’irritazione di Pio II.

Lug.RomagnaPreferisce arrendersi senza condizioni prima della definitiva sconfitta militare sul campo.
Ago. nov. 

 

 

 

 

 

Romagna

A novembre ratifica l’accordo di pace con lo stato della Chiesa già stipulato a Tivoli alla fine di agosto. Gli sono restituite dai pontifici Longhiano e Gatteo; rimane signore di Cesena, di Bertinoro e di Meldola dietro la promessa, da parte sua, che tali possedimenti alla sua morte devono ritornare allo stato della Chiesa nel caso che non abbia come erede alcun figlio maschio legittimo. E’ costretto a riconoscere i propri errori, a chiedere perdono al papa accettandone gli amici ed i nemici come propri (fra costoro, in particolare, il fratello). Si impegna a pagare alla Camera Apostolica i censi arretrati (4600 fiorini) entro il termine di venti mesi e di restituire a Cocco Malatesta ed a Carlo Malatesta da Sogliano le terre loro tolte in precedenza.

1464
Nov.RomagnaAccoglie a Cesena Jacopo Piccinino, che da Milano è diretto a Napoli. Inutilmente lo mette in guardia nei confronti del re di Napoli Ferrante d’Aragona.
1465 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Romagna

Alla falsa notizia della morte del fratello in Morea, benché sofferente di gotta, desidera portarsi a Rimini alla difesa dello stato malatestiano: ne è dissuaso dai famigliari per cui invia nella città solo 50 fanti. D’altra parte la cognata Isotta degli Atti lo accusa apertamente di favorire alla signoria di Rimini il nipote Roberto.

Lug. 

 

 

 

 

 

Romagna

Cerca di salvare la vita a Jacopo Piccinino allorché tale condottiero viene incarcerato in Napoli dal re Ferrante d’Aragona. Intercede su Francesco Sforza e dà riparo alle schiere braccesche (capitanate da Silvestro da Lucino) allorché queste vengono svaligiate dagli aragonesi.

Nov. 

 

 

 

 

 

Romagna

Muore a fine mese a Bellaria. E’ sepolto a Cesena, fuori la porta  laterale della chiesa dei frati conventuali di San Francesco. Orazione funebre di Fazio Uberti. Nel 1812 la salma sarà trasprtata nella Biblioteca Malatestana. Gli si devono attribuire le grandi opere che hanno dato a Cesena l’impronta malatestiana che ancora oggi caratterizza la città nella parte storica del centro urbano. Le sue realizzazioni sono notevoli, numerose e comprese in un arco di tempo piuttosto breve. Infatti in meno di trenta anni ha ordinato la costruzione del convento di Santa Maria per i frati dell’Osservanza,  lavori per il rafforzamento della Rocca Malatestiana e l’allargamento della cinta muraria della città,  l’ultimazione del ponte di pietra sul fiume Savio, lo scavo di una galleria sotto il Monte della Brenzaglia per farvi scorrere il canale omonimo ed alimentare in tal modo i mulini posti sull’altro versante, la costruzione della diga di Mulino Cento, l’ultimaziome del castello di San Giorgio, la costruzione dell’ Ospedale della Santa Croce, della chiesa di Santa Caterina e, soprattutto, presso il convento di San Francesco della famosa biblioteca  (Biblioteca Malatestiana) ricca di 345 manoscritti. Nell’edificio Domenico Malatesta volle che fosse riportata l’insegna dell’elefante, analogamente al motivo che adorna il Tempio Malatestiano di Rimini: l’elefante che abbellisce la biblioteca è cinto da una fascia sulla quale è inciso il seguente motto “Elephas indus culices non timet.” Ospita a Cesena Francesco Filelfo; in corrispondenza con Poggio Bracciolini. Medaglione del Pisanello.

 CITAZIONI

“Il vero signore e perfetto gentiluomo, il principe che ogni popolo può desiderare.” FILELFO

“E’ stato costretto dalla necessità a essere un pò meno scellerato, e ciò perché, tormentato dai dolori dell’artrite, non potè sfogare come avrebbe voluto la sua innata malvagità. Egli tuttavia coltivò ogni genere di libidine e disprezzò la santa religione.” PICCOLOMINI

“Obbligato dalla sua condizione alla guerra, una sfortunata serie di calamità fisiche lo aveva distolto giovane dai campi di battaglia: a una frattura multipla di entrambe le gambe, provocata da una caduta da cavallo, seguì lo sviluppo delle varici. e a questo il maldestro intervento di un chirurgo greco, che finì per lascarlo rattrappito.” COUSTE’

“Letterato e virtuoso.” ALBERTI

Con Alessandro, Giovanni e Leone Sforza, Roberto da San Severino “Uomini eccellentissimi in fatti d’armi.” SABELLICO

“Era huomo pieno di humanità, come quello che havendo nella sua gioventù fatto studio nelle lettere, s’era addolcito con la lettione delle cose humane e specialmente della historia, della quale eommamente si dilettava.” SANSOVINO

“Fu il Novello uomo piissimo e gran benefattore di chiese e monasteri, ciò che non gl’impedì di far guerra al pontefice quando lo credé vantaggioso ai propri interessi. I sudditi lo accusarono di essersi mischiato troppo a fare sposare le fanciulle ricche ed ereditiere ai suoi cortigiani e ai suoi soldati, non risparmiando all’uopo la violenza, e li addebitarono di aver gettato la prima scintilla che fece divampare gli odii tra i Martinelli e i Tiberti che tanto insanguinarono Cesena dopo.” LITTA

“Bella figura di principe, questa, che un ritratto ci raffigura di aspetto gentile, dal profilo energico, dallo sguardo intelligente: religioso, ma non bigotto, pieno d’iniziativa, ma non turbolento e impaziente di cose nuove.” NISSIM ROSSI

“Soldado..solicitto assae e gagliardo.” G. DI M. PEDRINO

“Bravo Capitano.” COLUCCI

Con Federico da Montefeltro “Tra i Conduttieri più abili.” TONDUZZI

“Nec minus insigni sese germanus honore/ Extulit ante alios Malatesta Novellus, et armis/ Hic quoque depositis tua munera, pulcher Apollo,/ Castaliis musas primus deduxit ab antris.” Dai versi di BASINIO PARMENSE raccolti dallo ZAZZERI

“A coté de Sigismond, Malatesta Novello reste une figure; il avait su gagner l’affection de ces sujets et attirer l’attention de toute l’Italie sue cette petite ville de Cesena, dont la renoummée intellectuelle était en disproportion avec l’exiguité de son territoire.” YRIARTE

“Fo un degno signore, magnanimo, cortese, bellicoso e amatore di iustitia; la fortuna lo percosse nella sua fiorita etade di malatia, del quale ne fo gran mancamento, che secondo le sue vestige avaria fatto al mondo di gran fatti.” BROGLIO

“Fu molto eggreggio in ogne sorte di virtù et erra reputato cavaliero honoratissimo, qual seguitò gran tempo la militia bracesca con il Picinino per effetti di gran prudenza et valore.” PARTI

“Nelle sientie et fatti d’arme preclarissimo.” FANTAGUZZI

“La sposa era virtuosissima, d’incomparabile bontà e religione e… spendeva la maggior parte del tempo in orazione e per astinenza non volle mai bever vino. Alcuni Cesenati riferiscono, per sicura tradizione, che ella aveva votato la sua verginità al Signore Iddio; e che essendone fatto consapevole Malatesta, anch’esso compagno in devozione, la compiacesse, soddisfacendosi di non conoscerla mai carnalmente, benché fosse stata dispensata dal voto dal papa ad intercessione di gran signori, acciocché con questa parentela (con i Montefeltro) si estinguesse l’odio antico di queste due case.” CLEMENTINI

Sulla sua tomba è riportata la seguente iscrizione “D.M.S./ Principum/ Malatestae/ Senioris/ Novelli que/ Cineres/ Quos domi/ Et foris/ Clariss. virtus/Caelo dicavit.” Sempre all’epoca della sua morte risale l’epitaffio scolpito sul sepolcro “Conditor heic, heu! Heu! Princeps Malatesta Novellus/ Mors heu! Debuerat abstinuisse manus/ Palladis hic vere fuit et Mavortius heros,/ Huic erat latio maxima fama ducis;/ Nec minus hic postquam est augusta sede receptus/ Inter, et herous fama benigna viget.”

 

   BIOGRAFIE SPECIFICHE

-AA.VV. Malatesta Novello magnifico signore.