COSTANZO SFORZA Di Pesaro

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Condottieri di ventura

1835      COSTANZO SFORZA  Di Pesaro. Signore di Pesaro, Gradara, Torricella. Figlio di Alessandro; padre di Giovanni e Galeazzo.

  1447 (luglio) – 1483 (luglio)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1459

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Marche

Accoglie a Pesaro Roberto da San Severino di ritorno dal suo pellegrinaggio in Terrasanta.

1461

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

Umbria

Lascia Pesaro con il padre;  si ferma a Gubbio per qualche tempo ospite dei Montefeltro.

1463

Chiesa

Rimini

 

 

Marche

Combatte Sigismondo Pandolfo Malatesta. Con navigli armati fa assalire e catturare dai pesaresi alcune barche riminesi che trasportano uomini e vettovaglie a Fano.

1464          
Gen.       Lombardia Vive a Milano alla corte del duca Francesco Sforza.
Mag.       Lombardia A fine mese assiste a Milano con altri cortigiani alla festa data in onore alla sposa del castellano di Porta Giovia.
Giu.       Lombardia Con Giovanni da Tolentino e Pietro dal Verme presenzia, sempre a Milano, all’atto di sottomissione degli ambasciatori genovesi a Francesco Sforza.
Ago.       Lombardia Con Corrado da Fogliano, Tristano Sforza e Galeazzo Maria Sforza accoglie a Binasco Jacopo Piccinino giunto in Lombardia per sposarsi con la figlia di Francesco Sforza Drusiana. A metà mese presenzia in Milano al loro matrimonio.
Ott.       Lombardia e Marche Rientra a Pesaro. Nel transitare verso il mantovano è ospitato a Belgioioso a causa della peste.

1465

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

 

 

 

Abruzzi

Ospita a San Fabiano Drusiana Sforza, il cui marito Jacopo Piccinino è stato fatto uccidere a Napoli dal re Ferrante d’Aragona.

1466

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu. sett.

Milano

 

 

 

 

Emilia

Interviene prontamente da Bologna con Roberto da San Severino quando Ercole d’Este e Giovan Francesco della Mirandola si pongono sui confini del Frignano in appoggio ai fuoriusciti fiorentini ed ai danni di Piero dei Medici.

1467

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

 

 

 

 

 

Passa agli stipendi dei veneziani con il padre Alessandro.

Mag.

Venezia

Firenze Milano

 

 

Romagna

Affianca Bartolomeo Colleoni nella sua azione a favore dei fuoriusciti fiorentini contro i Medici ed i loro alleati. Assedia in Imola Taddeo Manfredi.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Emilia

E’ ferito alla battaglia di Molinella. Fatto prigioniero dai feltreschi è subito liberato mediante uno scambio con Orso Orsini.

Dic.

 

 

 

 

 

 

Romagna

Si fortifica in Forlì con Pino Ordelaffi, Bartolomeo Colleoni, Gaspare e Gerardo da Martinengo, Marco Pio, Cola da Sermoneta alla testa di 800/900 uomini d’arme: si aspetta la fine della guerra.

1468

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

 

 

 

 

 

 

Emilia

Viene ospitato a Ferrara da Borso d’Este con 35 cortigiani.

1469

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estate

 

 

 

 

 

 

Marche

Rimane alla guardia di Pesaro allorché il padre Alessandro combatte per i pontifici nella guerra di Rimini contro Roberto Malatesta e Federico da Montefeltro.

1470

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.

Chiesa

 

 

87 lance

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

 

 

 

Marche

A Fano per contrastare le mire di Roberto Malatesta sul vicariato di Mondavio. Nello stesso anno viene contattato dagli sforzeschi per passare al servizio del duca di Milano.

1471

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

 

 

Lazio

Con Napoleone Orsini presenzia alla cerimonia in cui Borso d’Este viene nominato duca di Ferrara dal papa Paolo II: ha l’incarico di calzare gli speroni al neo eletto.

1472

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. giu.

Milano

 

 

100 lance

 

 

Passa al soldo del duca di Milano Galeazzo Maria Sforza con una condotta di 600 cavalli; gli è riconosciuta una provvigione di 12000 ducati in tempo di guerra e di 6000 in tempo di pace. La ferma è stabilita della durata di otto anni, più due di rispetto. Il duca concede al cugino un appannaggio di 2000 ducati l’anno per vivere in Lombardia in conformità al suo status di signore alleato.

Nov.       Lombardia Gli sono consegnati 4000 ducati. A novembre gli sarà pagata un’altra rata.

1473

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. apr.

 

 

 

 

 

 

Lombardia e Marche

Alla notizia che il padre è morente lascia Pavia promettendo al duca che se il congiunto fosse guarito sarebbe ritornato a Milano; se fosse viceversa morto si impegna a mantenere la condotta rimanendo a Pesaro. Rientra a Pesaro;  riesce a sventare una congiura ai danni del padre appoggiata dal vescovo della città Barnaba Mersoni.   Ad aprile, a seguito della morte del padre, diviene signore di Pesaro.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Umbria

Si dirige a Gubbio con Federico da Montefeltro per rendere omaggio al cardinale Pietro Riario. Sempre nel mese passa al servizio del re di Napoli Ferrante d’Aragona: gli è concessa una condotta di 83 uomini d’arme in tempo di pace e di 114 in tempo di guerra con una provvigione, rispettivamente, di 10000 e di 16000 ducati. La ferma è  stabilita in tre anni, più uno di beneplacito.

1474

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

Chiesa

C.di Castello

 

 

Umbria

Passato agli stipendi del papa Sisto IV prende parte all’assedio di Città di Castello al comando di una squadra di uomini d’arme. Durante le operazioni si colloca verso il castello agli ordini di Giulio Cesare da Varano.

Ott.

Chiesa

Vitelli

 

 

Umbria

Agli ordini di Federico da Montefeltro con Roberto Malatesta respinge da Città di Castello Niccolò Vitelli. Nel periodo l’umanista Pandolfo Collenuccio otterrà dal papa Sisto IV per conto di Costanzo Sforza la legittimazione del figlio naturale Giovanni.

1475          
Mag.       Marche Sposa a Pesaro, in una sala del Palazzo Ducale, Camilla di Marzano d’Aragona. Testimone alle nozze è Federico da Montefeltro; sono pure presenti alla cerimonia Ercole Bentivoglio e Giovanni della Rovere. L’orazione celebrativa è tenuta da Pandolfo Collenuccio.

1477

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov.

Faenza

Manfredi

 

 

Romagna

Cerca invano di soccorrere in Faenza Carlo Manfredi attaccato nella città dal  fratello Galeotto.

1478

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

Chiesa

Firenze

125 lance

Umbria e Toscana

Milita per il papa ai danni dei Medici. E’ segnalato a Pianello ed a Perugia pronto ad invadere la Toscana.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Marche

Ritorna a Pesaro; conduce con sé alcune spingarde acquistate al campo.

1479

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

Firenze

Chiesa Napoli

200 lance 30 cavalli leggeri e 150 fanti

 

 

E’ indotto dai veneziani a disertare nel campo avverso in odio al duca di Calabria Alfonso d’Aragona. I fiorentini gli riconoscono una condotta di 140 lance (560 cavalli), di 25 balestrieri a cavallo in tempo di pace; di 200 lance (800 cavalli), 30 balestrieri a cavalli e 150 provvigionati in tempo di guerra. Gli è concessa una provvigione di 22000 ducati nella prima fattispecie e di 33000 nella seconda.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Marche Romagna e Toscana

Lascia Pesaro, molesta il contado di Fano, tocca Santarcangelo di Romagna e giunge in Toscana.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Toscana e Umbria

Prende parte all’ espugnazione di Casole d’Elsa;  affianca Ludovico Gonzaga allorché quest’ultimo litiga con Ercole d’Este per la divisione del bottino. Si accappiglia a sua volta con Carlo di Montone; è spostato in Umbria e partecipa alla battaglia di Passignano sul Trasimeno.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Si impadronisce di Monteguidi;   fa impiccare il connestabile Farina, colpevole sia di essersi difeso con troppo ardore mentre è alla difesa di tale castello, sia  di avere ucciso nel combattimento alcuni suoi uomini d’arme.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Assale inutilmente Marmoraia con dieci squadre di cavalli e molti fanti; cavalca nel Padule in Val di Merse con sedici squadre di cavalli e 1500 fanti, ritorna per la Val di Rosia, dà alle fiamme Montarrenti;  rientra a Poggio Imperiale (Poggibonsi).

Sett.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Assalito dagli aragonesi a Poggibonsi è coinvolto nella disfatta fiorentina; trova, tuttavia, il modo di catturare nel corso del combattimento Jacopo d’Appiano che viene condotto a Poggibonsi. Il signore di Piombino è utilizzato come pedina di scambio per la liberazione di Galeotto della Mirandola e di Marco Pio. Si sposta a San Gimignano e da qui è trasferito nell’aretino perché non va d’accordo con Roberto Malatesta.

1480

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mar.

Chiesa

Pesaro

 

 

Marche

Con la pace tra le parti i suoi possedimenti sono infestati dalle scorrerie di Girolamo Riario.

1481

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

 

 

 

 

 

Vende per 10000 ducati a Pietro Maria dei Rossi il castello di Torricella sito sulla riva sinistra del Po.

Nov.

Firenze

 

 

 

 

 

 

E’ condotto dai fiorentini per due anni e mezzo; la provvigione è stabilita in 17000 ducati in tempo di pace ed in 31000 ducati in tempo di guerra.

1482

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb.

Firenze  

Milano

San Severino   Rossi Venezia

Capitano g.le

Piemonte ed Emilia

Con Gian Giacomo da Trivulzio assedia Roberto da San Severino in Castelnuovo Scrivia.  Attacca Calendasco ove si è rifugiato Ottaviano da San Severino e ne ottiene la resa a patti in un solo giorno. Sconfigge Obietto Fieschi;  anche Roberto da San Severino è obbligato ad abbandonare la fortezza in cui si è asserragliato. Con la resa di Castelnuovo Scrivia si sposta nel parmense con Gian Giacomo da Trivulzio ed ottiene a patti  Colorno altro feudo dei San Severino. Subito dopo affronta Pietro Maria dei Rossi cui conquista Roccabianca;  assedia San Secondo Parmense.

Mar.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

E’ richiamato a Milano per un consiglio di guerra con Ludovico Sforza; è sostituito nel comando delle truppe da Gian Giacomo da Trivulzio e da Giampietro Bergamino.

Mag.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Esce da Milano e si porta nel cremonese con Borella da Caravaggio: è sospettato per la sua amicizia con Pietro Maria dei Rossi e con Roberto da San Severino. Giunge sull’Adda;  presidia  Abbadia Cerreto per impedirvi un eventuale attacco veneziano.

Giu.

Firenze

Chiesa

 

 

Umbria

Favorisce con Federico da Montefeltro il rientro in Città di Castello di Niccolò Vitelli. Supera la resistenza di Mariano Savelli, assedia la rocca in cui si è rinchiuso il castellano Francesco di Somaglia che si arrende in breve tempo con l’esborso di 3000 ducati. Si sposta da Celle a Città di Castello per controllare i movimenti dei pontifici condotti da Roberto Malatesta. Espugna Citerna.

Lug. Ago.

 

 

 

 

 

 

Umbria Marche e Romagna

Nel perugino. Ritorna a Pesaro;  ha l’ordine di impedire il passo verso la Romagna alle truppe di Girolamo Riario ed a quelle di Virginio Orsini. Si trasferisce  in Romagna con Galeotto  Manfredi, gli Ordelaffi e Taddeo Manfredi; a metà agosto aggredisce invano Forlì. A Pesaro è ripreso dai fiorentini che vogliono, da parte sua, un’azione bellica più continua: allo scopo gli è inviato come ambasciatore l’umanista Pandolfo Collenuccio.

Nov. dic.

 

 

 

 

 

 

Marche ed Emilia

E’ pronto a ripartire. A dicembre giunge a Ferrara con 50 balestrieri a cavallo e numerosi provvigionati: ad accoglierlo si trovano Sigismondo d’Este, Gian Giacomo da Trivulzio, Pietro dal Verme e Marco Pio. Ha l’incarico di presidiare il Borgo Leonino.

1483

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

 

 

 

Emilia Romagna e Marche

E’ sempre alla guardia di Ferrara: provvede a rafforzare le opere difensive della Certosa e di Santa Maria degli Angeli. Si reca a a Faenza e ritorna a Ferrara; per l’avvicinarsi del duca di Calabria  Alfonso d’Aragona  preferisce rientrare a Pesaro. Prende la strada di Argenta e di Ravenna.

Mag.

Venezia

Ferrara Chiesa

Governatore g.le

Marche

Passa al soldo dei veneziani per due anni di ferma ed uno di rispetto. Oltre la protezione dei suoi stati ed il titolo di governatore generale gli sono concesse una provvigione di 50000 fiorini in tempo di guerra e di 30000 in tempo di pace; la  condotta è di 300 lance, 40 balestrieri a cavallo e 175 fanti (200 lance, 25 balestrieri a ca vallo e 175 provvigionati in pace); è previsto il suo utilizzo  ovunque in Italia.

Giu.

 

 

 

 

 

 

Marche

Gli sono consegnati a Pesaro da Giorgio Emo il bastone, lo stendardo di governatore generale e  17000 ducati.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Marche

Respinge con facilità a Montelabbate un attacco di Girolamo Riario. Muore a Pesaro nello steso mese, probabilmente per veleno. E’ sepolto nella chiesa di San Giovanni a Pesaro con notevoli difficoltà perché al momento scomunicato. Ritratto in una medaglia da Gianfranco Enzola. Fa costruire a Pesaro la Rocca Costanza, opera del Laurana. Pandolfo  Collenuccio compone un’orazione in occasione delle sue nozze.

 CITAZIONI

“Fu un soldato di vaglia, ebbe anche una certa fama come poeta.” MALLETT

“Con..nome di valoroso Capitano, e di splendidissimo Signore.” MURATORI

“Fu litterato e assai isperto nella disciplina militare.” V. DA BISTICCI

“E quasi sempre lui era stato un suso la guera, perché lui era uno dignissime capitanio. E era molte amatore dal culte divino.” BERNARDI

“Egli era principe di qualità nobilissima, di magnificenza singolare, e che con buon governo aveva accresciuto la sua città di popoli, di edifici, di ricchezze e di onori.” BALDI

“Huomo letterato, e virtuoso, che molto nobilitò d’edifici questa città (Pesaro).” ALBERTI

“Huomo letterato e virtuoso.” SANSOVINO

“Fu tra i migliori principi del suo tempo, venerato dai sudditi.” FRANCIOSI

“Professò con distinzione la milizia..Principe tra ‘ più compiti, splendido, zelante pel vantaggio de’ sudditi, amico delle lettere.” LITTA

“Passò all’altra vita, coll’aver dopo di se lasciato un gran nome del suo valore e di ottimo principe.” AMIANI

“Fu valoroso uomo d’armi e prese parte a molte guerre del suo tempo; il che non gli impedì di essere anche un mecenate e mite reggente della città, che a lui deve la costruzione della rocca.” WIKIPEDIA