Condotta

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Il contratto in forza del quale un condottiero o un capitano di soldati viene condotto (assoldato) con un certo numero di lance agli stipendi di uno stato per un tempo determinato. Il periodo normale è di sei mesi, più altri sei a piacimento (o beneplacito). In pratica le parti si obbligano per sei mesi, che si dicono fermi (da qui il termine ferma, sinonimo di condotta); per gli altri sei viene rimessa alla volontà dei contraenti la continuazione o meno del rapporto. La clausola più importante è quella che riguardava il soldo. Tutte le condotte prevedono un suo anticipo, in genere di un quarto o di un terzo (la prestanza), sia per le spese di trasferimento e di messa a punto della compagnia, sia per garanzia da parte dello stato. Spesso le condotte contemplano diverse condizioni di soldo e di forze numeriche per il periodo e per il periodo di pace; specie a Venezia, sono differenti anche le remunerazioni a seconda che si pre vedeno campagne in zone calde o meno. Altra clausola importante è quella che riguarda la divisione del bottino e dei prigionieri. Di solito, al condottiero ed ai suoi uomini spettano i beni mobili di cui si siano impadroniti; terreni, castelli e fortezze si devono, al contrario, intendere conquistati per conto dello stato. Lo stesso criterio vale per i prigionieri: i fuoriusciti ed i capitani devono essere con segnati alle autorità; gli altri sono a disposizione di coloro che li hanno catturati. Condizioni di una condotta. A)(Venezia, marzo 1373). Ai soldati la paga di un mese dopo la mostra. La paga viene data mese per mese. Ferma: 4/6 mesi. Taglia dei prigionieri e bottino ai soldati; la località conquistata alla Serenissima. Non si concede paga doppia e neppure viene riconosciuto alcun indennizzo per le cavalcature perdute. Il capo di lancia deve avere corazza (o giaco, panciera o petto), gambiere, cosciali, bracciali e barbuta; ogni cavaliere deve disporre alla mostra di panciera, guanti, spada e cappello o cappellina inglese. I cavalli perduti, se non si vuole perdere la paga, devono essere sostituiti entro otto giorni. Gli ammalati o i feriti non perdono i loro emolumenti; i morti devono essere rimpiazzati dal capo entro otto giorni (solo entro tale termine non viene persa la paga). I cavalli ed i ronzini sono soggetti a registrazione. I soldati, allo scadere della ferma o al loro licenziamento, giurano di non combattere contro i veneziani per quattro mesi. B) (Venezia, ottobre 1468, Bartolomeo Colleoni). Lo stato fornisce 10 carri di legname l’anno per ogni lancia. Il letame dei cavalli spetta agli uomini d’arme. Viene riconosciuto il pagamento dell’affitto per quei sol dati che abitino in case di terzi. E’ concessa la possibilità di vivere nei propri possedimenti per chi ne abbia modo. Sono accordati due mesi di tempo per il pagamento dei foraggi utilizzati: ne è predisposto il prezzo secondo la qualità. Non è prevista l’esenzione dalle tasse sul fieno per chi ne abbia a disposizione in proprie proprietà. C)(Venezia, dicembre 1479, Roberto Malatesta). Unico giudice civile e criminale dei suoi soldati. Viene dato gratuitamente alloggio, strame e legname nelle terre della Serenissima alle milizie del Malatesta; le vettovaglie sono loro cedute a prezzi convenienti. Alle lance è concesso il trasporto di cose ed armi esente da dazio nei domini della Signoria. Condotta di uomini d’arme in bianco: condotta concessa ad un condottiero, ma comandata diretta mente da un suo incaricato, il luogotenente.

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