CARLO DA PIAN DI MELETO

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Condottieri di ventura

1453      CARLO DA PIAN DI MELETO  (Carlo degli Olivi) Conte di Piagnano e di Piandimeleto. Figlio di Gian Francesco.

                1445 ca. – 1495 (ottobre)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Area attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1469

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

Chiesa

Rimini

 

 

Romagna

Combatte Roberto Malatesta e Federico da Montefeltro. Partecipa alla battaglia di Mulazzano nella quale è fatto prigioniero: è rilasciato dal duca di Urbino con il padre Gian Francesco da Piagnano senza il pagamento di alcuna taglia.

1474

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Chiesa

C.di Castello

25 lance

 Umbria

Prende parte all’assedio di Città di Castello alla testa di una squadra di uomini d’arme. Si trova al fianco di Pino Ordelaffi a Selci; si accampa poi con tale capitano al casalino di San Giuliano sul torrente Cavaglione che attraversa Città di Castello. Vi è una sortita dei difensori che Carlo da Pian di Meleto contribuisce a respingere con efficacia.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Marche

Partecipa ad un consiglio di guerra che si svolge a Fano.

1479

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estate

Chiesa

Firenze

 

 

Umbria

Difende Castiglione del Lago dagli assalti portati da Roberto Malatesta.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Toscana

Assedia Colle di Val d’Elsa;  con Giovanni Francesco da Bagno e lo spagnolo Salazar ha l’incarico di sorvegliare un ponte di pietra sull’Elsa.

1480

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug. ago.

Chiesa

Ordelaffi

 

 

Romagna

E’ inviato a Forlì per proteggere Lucrezia della Mirandola, vedova di Pino Ordelaffi, dagli attacchi di Antonio Maria Ordelaffi. Entra nella rocca di Forlì che sarà poco dopo ceduta ai pontifici.

1482

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago.

Chiesa

Ferrara

35 lance

Romagna

Alla difesa di Forlì fronteggia Antonio da Montefeltro, Galeotto Manfredi e Giovanni Bentivoglio che tengono d’assedio la città.

Nov.

Chiesa

Venezia

 

 

Emilia

Viene inviato a Ferrara in soccorso di Ercole d’Este.

1483

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lug.

Venezia

Chiesa Ferrara

 

 

Romagna

Si trova a Ravenna con 400 cavalli per sorvegliare i confini dello stato.

Sett.

 

 

 

 

 

 

Marche e Romagna

Ha l’ordine dal capitano di Ravenna Andrea da Lezze di partire dai suoi castelli e di trasferirsi nella città con i suoi uomini d’arme ed i balestrieri a cavallo. Raggiunge Rimini e Ravenna dove alloggia nella cittadella. Si sposta al campo di Barbiano.

1485

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ott.

Chiesa

Napoli

 

 

Abruzzi.

Milita per il papa Innocenzo VIII contro gli aragonesi. E’ avviato alla volta di L’Aquila per mettersi agli ordini del vescovo di Bagnorea.

1486

 

 

 

 

 

 

Abruzzi Campania

Segue negli Abruzzi Giovanni della Rovere;  respinge al ponte di San Clemente, sul Pescara, il conte di Popoli Ristagno Cantelmi. Tentato inutilmente di indurre il della Rovere a muoversi verso la Puglia si spinge su Benevento con Pietro di Guevara. E’ razziato un  gregge di grandi dimensioni;  a causa di una forte pioggia e della resistenza dei terrazzani sono perdute le prede. Giunge a Campo di Pietra con 30 arcieri a cavallo, supera la resistenza dei contadini che hanno abbattuto un ponte, ne uccide alcuni ed altri ne cattura. Giovanni della Rovere lo invia poi con Agostino Fregoso verso Salerno per avere un quadro della situazione. Ad Eclano è assalito dagli stradiotti aragonesi: senza aspettare il Fregoso si getta al loro inseguimento, uccide quattordici avversari con la perdita di quattro cavalli. Il giorno seguente si reca a Contursi; è affrontato nei pressi di Altavilla Silentina dal conte di Capaccio Guglielmo da San Severino. Nello scontro  rimane ucciso Agostino Fregoso. Subito dopo si collega con il principe di Salerno Antonello  da San Severino sul fiume Amella.

1488

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr.

Chiesa

Forlì

 

 

Romagna

Lascia Cesena e si reca a Forlì dove è stato chiamato dal governatore pontificio Bernardino Savelli a seguito dell’uccisione nella città di Girolamo Riario. Con Guido Guerra da Bagno assedia la rocca in cui si è rinchiusa la vedova Caterina Sforza; il popolo si ribella all’ avvicinarsi dell’ esercito milanese-bolognese comandato da Giovan Francesco da San Severino, da Giampietro Bergamino, da Rodolfo Gonzaga e da Giovanni Bentivoglio. Obbligato alla resa, Carlo da Pian di Meleto è condotto nella rocca.

1489

Firenze

 

 

 

 

 

 

 

 

1492

Venezia

 

 

 

 

 

 

 

 

1494

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ago. sett.

Venezia

 

 

100 lance

 

 

Gli è concessa una condotta di 400 cavalli per due anni di ferma ed uno di rispetto. Il servizio ha inizio dopo la rassegna dei suoi uomini che si svolge il mese seguente. Non è posto alcun limite al suo utilizzo.

1495

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giu.

Venezia

Francia

 

 

Emilia

Si muove da Ravenna con venti squadre per spostarsi nel parmense con altri condottieri veneziani e qui collegarsi con Francesco Gonzaga.

Lug.

 

 

 

 

 

 

Emilia e Piemonte

Partecipa alla battaglia di Fornovo dove è inserito nella sesta schiera forte di 305 uomini d’arme. Con Taliano da Carpi ha il compito di sorvegliare gli alloggiamenti. Passa quindi a Vespolate e si unisce con gli sforzeschi all’ assedio di Novara. Si accampa inizialmente al monastero di San Nazzaro presso le mura;  da tale posizione inizia a bombardare la città. E’ preposto alla guardia di Tortona con 150 cavalli e 500 fanti; con Giovanni Greco scorre verso Genova per tagliare le linee dei rifornimenti alla città e, sempre per la medesima finalità, svolge azioni di pattuglia con Carlo Secco.

Ago.

 

 

 

 

 

 

Piemonte

Asseconda Niccolò Orsini nelle operazioni di assedio di Novara apprestando macchine da guerra, scale, gabbioni ed altri materiali. Cattura 50 uomini d’arme che da Vercelli si stanno dirigendo a Novara per portarvi soccorsi: i prigionieri sono condotti a Milano ed a Crema.

Ott.

 

 

 

 

 

 

Lombardia

Ammalatosi, muore a Pavia a metà mese. Promuove la costruzione del castello di Piandimeleto ristrutturando un fortilizio già esistente ed adattandolo a dimora signorile. Nel castello lavorano alcuni artisti della corte di Federico da Montefeltro, fra i quali si ricorda Francesco di Simone Ferrucci.

 CITAZIONI

“Molto experto nel mestier di le arme. Li mancava uno ochio, era di età di zercha anni 50.” SANUDO

“Uomo di gran valore e prudenza.” CONTI

“Eccellente capitano di militia.” ALBERTI

“Carlo chiamato, huom di famoso vanto.” SANTI

“Seguendo così da giovinetto l’esempio del padre, riuscì poi, fatto uomo, grande e valoroso soldato.” BALDI

A Forlì “Respice, Phoebe, precor, Forlivi tristia fata:/ Quis credeat? Vates arx habet ista duos./ Sed quid agent? miseri longa obsidione poetae/ Cinguntur: clausos hostis iniquus habet./ Carolus hic ductor Planiensis nomine Xisti/ Pontificis missus saepe per arma canit./ Hic ego discipuli, quo non mihi carior alter,/ Crede, fuit, nec erit, tristior fata gemo.” Da un sonetto di U. CODRO raccolto dal TIRABOSCHI