BERTOLDO D’ ESTE

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Condottieri di ventura

0612      BERTOLDO D’ESTE  Di Este. Marchese. Figlio di Taddeo, genero di Gentile da Leonessa.

1420 – 1463 (novembre)

Anno, meseStato. Comp. ventura 

 

CondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1448 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sett.VeneziaMilano 

 

Lombardia

Con Jacopo Catalano (900 cavalli) difende Brescia dagli attacchi portati da Francesco Sforza.

Dic. 

 

 

 

 

 

Emilia

Mutano le alleanze e  Bertoldo d’Este viene inviato dal provveditore Giacomo Antonio Marcello con Jacopo Catalano e 800 cavalli in soccorso di Alessandro Sforza nel parmense.

1449 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Emilia

Si trova a Collecchio; affrontato con Jacopo Catalano da Carlo di Campobasso (1800 cavalli e 3500 fanti) e da Jacopo Piccinino, è costretto a fuggire verso Felino: è inseguito da 200 cavalli leggeri del Fagiano e, più distanziato, dal resto dell’esercito parmense.

1450 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Apr. 

 

 

 

600 cavalliVeneto

I suoi cavalli vengono alloggiati nel veronese e nel vicentino.

1452 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gen. 

 

 

 

 

 

Romagna

Alla guardia di Ravenna.

……….VeneziaMilano 

 

Lombardia

Viene trasferito in Lombardia al fine di contrastarvi Francesco Sforza divenuto duca di Milano.

1453 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Affianca Jacopo Piccinino verso Seniga.

Giu. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Si muove verso Alfianello con Antonello da Corneto e Matteo da Capua per impedire il foraggiamento alla cavalleria sforzesca.

Ago. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Rimane ferito in un’azione nel bresciano.

Nov. 

 

 

 

 

 

Lombardia

Con Giovanni Villano difende Orzinuovi alla testa di 1000 cavalli e di 1000 fanti. Francesco Sforza fa scavare trincee e pianta contro le mura cinque bombarde: dopo tredici giorni gli abitanti, che temono il sacco, lo obbligano a cedere con la mediazione di Bartolomeo Quartero  catturato in precedenza dai veneziani. Bertoldo d’Este rientra a Brescia con Giovanni Villano.

1454 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feb. 

 

 

 

 

 

Veneto

Il marchese di Ferrara Borso d’Este, di cui è amico, gli conferma ad Este tutti i beni posseduti dal nonno Azzo, cioè metà delle valli di Peverella, di Corso della Degagna, di Arsuralunga, di Campecchio Bianco e di altri fondi a Vescovana, a Megliadino San Fidenzio ed a Vighizzolo d’Este: da parte sua si obbliga a consegnargli ogni anno uno sparviero.

………. 

 

 

 

 

 

Veneto

Rientra ad Este alla firma della pace di Lodi.

1456 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nov. 

 

 

 

 

 

Veneto

Viene chiamato dai padovani a far parte di un’ambasciata inviata a Venezia per l’elezione al dogato di Pasquale Malipiero.

1458 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag. 

 

 

 

 

 

Veneto

Borso d’Este è in visita a Venezia. Bertoldo d’Este prende parte in piazza San Marco ad una giostra nella quale il condottiero ha il comando di una  squadra con Antonello da Corneto.

1463 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mag.VeneziaImpero OttomanoCapitano g.leRomagna Veneto e Grecia

Lascia Ravenna e giunge a Venezia. Nella città prende parte ad una giostra organizzata dai padovani per onorare il nuovo doge Cristoforo Moro: la sua squadra vince quella di Antonello da Corneto. Durante i festeggiamenti sorgono numerose risse tra i suoi uomini e quelli di Bartolomeo Colleoni. Nominato capitano generale per la guerra contro i turchi in Morea, si imbarca a Venezia per la Grecia sulla galea “Pasqualiga”; salpa con 5 galeazze, 25 galee e 12 trasporti minori sui quali è imbarcato un corpo di spedizione costituito da 15 connestabili (tra cui Bettino da Calcinate, Cicco Brandolini, Giovanni della Tela, Roberto d’Atene, Giovanni Massaro e Leone Schiavo), 500 fanti e da 2000 cavalli italiani, nonché  da 4000 malfattori, rifugiatisi o banditi a Creta, cui è stata promessa l’impunità in cambio del loro arruolamento.

Sett. 

 

 

 

 

 

Grecia

Sbarca a Modone nel Peloponneso per portarsi a Napoli di Romania (Nauplia). Si avvia con 15000 uomini tra fanti e cavalli; recupera Vonizza e conquista Argo con l’aiuto dal mare della flotta di 26 galee di Alvise Loredan che impedisce ai turchi di soccorrere i difensori.  La località viene messa a sacco; Bertoldo d’Este dopo qualche giorno ne conquista anche la rocca. Vi lascia un presidio di 300 arcieri candiotti e si accampa a Basilio.

Ott. 

 

 

 

 

 

Grecia

Respinge con un combattimento di otto ore più di 3000/4000 cavalli turchi che vogliono prestare soccorso alla cittadella di Argo: i nemici hanno molte perdite e la rocca  è obbligata alla resa. Dopo pochi giorni vi è un nuovo attacco portato da 2000 turchi che ha più successo del precedente: Bertoldo d’Este perde  360 cavalli. Decide allora di fortificarsi meglio per cui si  attesta lungo la linea dell’ Examilion per ostacolare l’arrivo di rinforzi turchi provenienti dalla Tessaglia. In due settimane di lavoro indefesso dei suoi uomini e dei galeotti della flotta (30000 uomini) è ricostruito con le stesse pietre della demolizione il   muro che esisteva al tempo dell’ assedio di Costantinopoli, con le sue 136 torri, alto dodici piedi, protetto da un duplice fossato e lungo sei miglia dal golfo di Lepanto all’ Egeo. Si uniscono con le sue truppe anche 5000 albanesi condotti da Piero Bua; con altri 2000 cavalli e 3000 fanti si avvia verso Corinto per cercare di entrare nella città per trattato. Fallito l’obiettivo, ne inizia l’assedio; si accampa a ponente di Corinto mentre Cicco Brandolini e Giovanni della Tela si pongono a levante. Nei primi due assalti di Giovanni della Tela i veneziani si impadroniscono di alcune fortificazioni esterne; nel terzo Bertoldo d’Este si avvicina alle mura per controllare la postazione dei pezzi di artiglieria. Si toglie la celata;  nel fare questo gesto, dettato dal grande caldo, viene colpito ad una tempia da un sasso lanciato dalle linee nemiche.

Nov. 

 

 

 

 

 

Grecia

Trasportato a Negroponte, muore in capo a dodici giorni; il comando è lasciato a Bettino da Calcinate. Gli sono celebrate solenni esequie a Venezia; è sepolto ad Este nella chiesa di San Francesco, vicino all’altare maggiore, al fianco del padre Taddeo. Il monumento funebre è fatto costruire da Borso d’Este e raffigura insieme padre e figlio; nel 1797 esso sarà distrutto. Sposa Iacopa di Leonessa, figlia di Gentile.

 CITAZIONI

“Assai noto pel valore dimostrato in molte imprese.” BOSI

“Huomo nobilissimo e forte.” SARDI