BENEDETTO DA MONDOLFO

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2012
BENEDETTO DA MONDOLFO

BENEDETTO DA MONDOLFO  (Benedetto Giraldi) Di Mondolfo.

Fratello di Tranquillo Giraldi. 

  • 1526 (novembre)
Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1509
Mag.ChiesaVeneziaRomagna

Milita al servizio del duca di Urbino Francesco Maria della Rovere. Coglie in imboscata nei pressi di Russi Giovanni Greco; insegue i veneziani fin sulle porte di Ravenna.

1510ChiesaFranciaEmilia

Si muove nel modenese; ha l’incarico, con il Cardillo di catturare il legato pontificio, il cardinale di Pavia Francesco Alidosi, sospettato di tradimento; scopertolo sulla via  di Rubiera, lo scorta a Bologna con una banda di cavalli leggeri. Si allontana, quindi, dal modenese con Collela Albanese a seguito della pressione dei francesi.  Non manca di disturbare l’avanzata degli avversari. Cade da cavallo in una scaramuccia ed è catturato: è subito liberato in cambio del napoletano Carlo Gambacorta, fatto prigioniero dai feltreschi nella medesima occasione.

1515
Ago.ChiesaFranciaRomagna

E’ inviato dal della Rovere con 250 lance per unirsi con le truppe pontificie di Lorenzo dei Medici; giunto a Ravenna, è richiamato indietro perché il duca di Urbino, nel frattempo, ha deciso di abbandonare gli stipendi dello stato della Chiesa.

1516
………UrbinoChiesaMarche

Combatte i pontifici alla difesa del ducato di Urbino. Luogotenente del della Rovere, ha il compito con Filippino Doria della difesa del capoluogo con 800 fanti.

Apr.Marche

Una sua sorella è catturata a Mondolfo da Orazio Baglioni allorché la città cade nelle mani degli avversari.

Mag.Marche

Con Niccolò di Zonco (400 fanti) preleva l’artiglieria da Urbino per trasportarla al sicuro o, quanto meno, distruggere i pezzi che non possono essere trasportati. Sulla strada del ritorno è assalito a Badia ed a San Matteo da alcuni cavalli leggeri di Vitello Vitelli. Respinti i pontifici, può raggiungere Pesaro con l’artiglieria rimasta ancora nelle sue mani.

1517
Feb.Comp. venturaChiesaRomagna e Marche

Affianca Francesco Maria della Rovere alla riconquista del ducato di Urbino. Tocca Saludecio e da qui viene mandato in avanscoperta con alcuni cavalli: giunge a Castelcavallino, dove assale e disperde 300 fanti usciti da Urbino agli ordini del capitano spagnolo Zeo e di un capitano di Città di Castello. I due condottieri sono uccisi nel combattimento; Benedetto da Mondolfo viene  ferito ad un fianco da un colpo di picca.

Mar.MarcheA fine mese è frenato dai soldati al suo seguito un suo tentativo di prestare soccorso ai difensori di Mondolfo. I fanti spagnoli si rifiutano di prendere parte all’azione giudicandola troppo rischiosa.
Giu.MarcheHa il compito di persuadere la popolazione di Montaldobbo (Ostra) di rifornire di vettovaglie le truppe del della Rovere.
1521
Dic.Comp. venturaChiesaMarche

Segue Francesco Maria della Rovere in un nuovo tentativo di riconquista del ducato di Urbino. Inviato a Pesaro, viene accolto nella città;  assedia la rocca che si arrende in pochi giorni.

1524
Mar.VeneziaFranciaLombardiaAppoggia sempre il della Rovere all’espugnazione di Garlasco.
1525
Ott.VeneziaLombardiaA Crema, allo scopo di supervisionare lo stato delle fortificazioni cittadine.
1526
Ago.VeneziaImperoLombardiaAccompagna a Lambrate Ludovico Vistarini, impegnato in un duello con Sigismondo Malatesta.
Nov.Lombardia

Affronta i lanzichenecchi di Giorgio Frundsberg. E’ ucciso da un colpo di alabarda nella battaglia di Governolo.

 CITAZIONI

-“Il più famoso e il primo cavallero/ c’habbia quel duca (Francesco Maria della Rovere) e di sua bella corte/ è un nuovo Alcide, il più francho guerriero/ non vede phebo il più costante e forte/ c’habbia la terra, il più fido e sincero/ non creò mai natura, e di tal sorte/ quel cavalliere de cui cantando ho detto/ da Mondolfo chiamato Benedetto.” CANDELFINO

Fonte immagine in evidenza: beniculturali.it , Stemma gentilizio della famiglia Giraldi Della Rovere. La simbologia dello stemma è giustificata dal fatto che Giovanni, Benedetto e Annibale Giraldi furono valenti uomini d’arme nel secolo XV; tra questi, Benedetto, detto Capitan Mondolfo, ottenne, grazie al suo valore militare e la sua fedeltà ai Della Rovere, di poter aggiungere al proprio cognome quello del suo signore

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