Arco

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Strumento pieghevole di legno, di rame, di acciaio o di corno, con una corda o nervo attaccata alle due estremità. Adoperato dalle milizie leggere tanto a cavallo che a piedi. L’arco composto: quasi sempre il legno forma il nucleo centrale del fusto, mentre materiali con caratteristiche opposte lo rivestono per un notevole tratto della sua lunghezza. Per la parte esterna del fusto, quella rivolta verso il bersaglio, sono adoperati materiali animali che offrono forte resistenza alla trazione, quali i tendini; per la parte interna sono utilizzati materiali che offrono una forte resistenza alla compressione, come lamine di corno o di metallo. La potenza di tale ar co, misurata convezionalmente in libbre, può arrivare a 150; lancia una freccia di quasi 30 grammi, può arrivare a 300 metri con grande precisione e perforare una corazza a cento metri. Una potenza maggiore caratterizza l’arco lungo (il longbow) che è introdotto dal Galles in Inghilterra dal re Edoardo I°. Lungo circa due metri, di frassino o di tasso, può scagliare frecce di circa un metro. E’ molto più potente dell’arco corto e le sue frecce penetrano anche due strati di armature. Può essere utilizzato, data la sua lunghezza, solo da un arciere a piedi, mentre l’arco composto, più corto, è pratico da usare a cavallo. Un arciere bene addestrato può scagliare dieci frecce al minuto con ragionevole precisione; occorrono, invece, diversi minuti per ricaricare l’archibugio degli inizi del 1500 che, oltre a non essere utilizzabile in caso di umidità, ha una portata valida fino a 100 metri.

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