Archibugio

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Artiglieria minuta con canna di ferro che, dopo l’invenzione della polvere da sparo, sottentra all’arco ed alla balestra per tirare piccoli proiettili e passatoi. Il termine deriva dal tedesco hackenbuchse (fucile a gancio). Dapprima fuso in bronzo e poi in ferro, è collocato sulle mura a loro difesa; viene, alfine, portato a braccia nelle battaglie; da ultimo, è adattato al maneggio di un uo mo solo. E’ azionato da un meccanismo che, quando si preme il grilletto, avvicina una miccia allo scodellino da innesco; l’arma, spesso, richiede un’asta di supporto per sostenerne l’elevato peso. L’archibugio a crocco è lungo 34 piedi e può lanciare palle di piombo di 30 grammi. Altra arma da fuoco simile all’archibugio è lo schioppetto/scoppietto, di calibro minore; originariamente una canna vuota dentro, con la quale per forza di una molla si tirano saette, sassi ed altri proiettili. Lo schioppetto è lungo 23 piedi e getta piccole palle di piombo del peso di 1015 grammi.