ALESSANDRO VITELLI Di Città di Castello

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Condottieri di ventura

2173      ALESSANDRO VITELLI  Di Città di Castello. Figlio naturale di Paolo; fratello di Niccolò; padre di Paolo; zio di Chiappino, Adriano ed Astorre Baglioni. Signore di Montone, Citerna ed Amatrice.

1500 – 1554

Anno, meseStato. Comp. venturaAvversarioCondottaArea attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1514
Ago.Umbria

Viene ospitato a Perugia con il fratello Niccolò dal congiunto Gentile Baglioni.

1520
Giu.Umbria

Si incontra a Perugia con Gentile Baglioni per valutare le conseguenze della morte a Roma di Giampaolo Baglioni.

1521FirenzeFrancia Venezia25 cavalli leggeri
1522
Gen.PerugiaComp. venturaUmbria e Toscana

Difende Perugia dall’attacco portato da Malatesta e da Orazio Baglioni, coadiuvati da Francesco Maria della Rovere e da Camillo Orsini. Esce dalla città per una scorreria ed è sorpreso e messo in fuga a Civitella d’Arno: rientra in Perugia per Pontevaldiceppi. E’ costretto a lasciare la città con Gentile Baglioni. Negli stessi giorni aiuta Braccio, Galeazzo e Sforza Baglioni ad uccidere nei pressi di Perugia tre figli di Giovanni Orso da Montesperelli che, già confinati a Città di Castello, hanno ottenuto il permesso di rientrare nel capoluogo. A fine mese si collega con Giovanni dei Medici e Guido Vaina per contrastare il della Rovere ed Orazio Baglioni nel loro vano tentativo di impadronirsi di Siena.

………………

Ha il comando della guardia personale del cardinale Giulio dei Medici (il futuro papa Clemente VII).

1526

Milita nelle compagnie di Giovanni dei Medici.

Giu.ChiesaImpero Colonna100 cavalli leggeriEmilia

Sempre nelle Bande Nere di Giovanni dei Medici fronteggia gli imperiali a Piacenza.

Lug.Lombardia

Giunge al campo di Lambrate; è ferito ad una gamba da un colpo di archibugio in una sortita degli avversari usciti da Milano.

………………Lazio

Affronta i colonnesi.

1527
Gen.Lazio

Renzo di Ceri lo destina alla difesa di Frosinone con Giovambattista Savelli e Pietro da Birago (1800 fanti) per impedire un attacco da sud allo stato della Chiesa da parte del viceré di Napoli Carlo di Lannoy. Al comando di 300 fanti, e di parte dei cavalli leggeri, esce dalla città con i due capitani per cogliere alla sprovvista ad Arnara 500 fanti spagnoli: nello scontro sono uccisi 80 fanti nemici con il capitano Peralta; numerosi sono i prigionieri. I pontifici si impossessano pure di due insegne.

Giu. ago.Lazio ed Umbria

Con il ritiro a Monterosi delle truppe francesi e veneziane abbandona l’esercito confederato e passa con Piermaria dei Rossi e 200 cavalli leggeri dalla parte degli imperiali. A metà luglio si trova a Foligno. Ad agosto è segnalato nei pressi di Todi;  con Piermaria dei Rossi cattura in un’imboscata Bino Mancino Signorelli con venti cavalli.

Sett.Umbria

Sempre con Piermaria dei Rossi (200 cavalli e 400 fanti) si asserraglia nell’ abbazia di San Pietro Bovario (San Pietro in Valle) vicino a Trevi: viene qui attaccato dal marchese di Saluzzo, da Francesco Maria della Rovere e da Federico Gonzaga da Bozzolo con 400 cavalli e 1500 fanti. Alessandro Vitelli invia 150 archibugieri a saccheggiare un castello vicino; gli avversari  approfittano della loro assenza e, con un lungo attacco notturno, lo costringono alla resa a patti. E’ condotto a Ponte San Giovanni perché ferito da un colpo di archibugio che gli ha storpiato un braccio.

1528
Mag.Puglia

Agli ordini di Pier Luigi Farnese difende vanamente Manfredonia dagli attacchi di Camillo Orsini.

1529
Ago.ImperoFirenzeToscana e Lazio

Scorta da Piombino a Roma i cardinali dei Medici e Farnese (il futuro Paolo III). Si unisce con 3000 fanti all’esercito del principe d’ Orange nella sua spedizione contro Firenze (nel complesso 300 lance, 500 cavalli leggeri, 2500 fanti tedeschi, 2000 fanti spagnoli, 3000 italiani).

Ott.Toscana

Assedia Poppi con Sciarra Colonna. Si accampa nel convento francescano di Certomondo e si impadronisce del castello a seguito di una serie ripetuta di attacchi; si trasferisce all’ assedio di Firenze.  Colloca i suoi attendamenti a Giramonte. E’ ancora ferito ad un ginocchio da una palla di archibugio durante una sortita degli avversari capitanati da Marzio Orsini.

Nov. dic.Toscana

Esce da Arezzo per frenare le incursioni di Napoleone Orsini: lo incontra in segreto  a Monterchi.  Assale tale località dopo essersi fatto inviare da Città di Castello cinque  pezzi di artiglieria. Ottenuta la resa a patti dei difensori a dicembre si volge su Anghiari; cade in un’imboscata. Il sopraggiungere della sua cavalleria imperiale mette in fuga gli avversari (150 cavalli e 700 fanti). Tra i fiorentini sono uccisi due/tre cavalli leggeri e sedici/venti fanti; tra gli imperiali vengono catturati 50 archibugieri. In pochi giorni Alessandro Vitelli ottiene a patti anche Anghiari e Pieve Santo Stefano. A fine mese con il conte Francesco di Bevignano (alla testa di 150 cavalli e di 3000 fanti) mette a sacco e dà alle fiamme alcuni villaggi presso Borgo San Sepolcro (Sansepolcro) tra i quali Trebbio, San Martino e San Patrignano. 24 campane sono condotte ad Arezzo: il loro bronzo è utilizzato per fondere cannoni.

1530

 

Gen. feb.

 

Toscana

ed Emilia

Attacca Montepulciano. A febbraio compare nel volterrano con il commissario ecclesiastico Taddeo Guiducci alla testa di tredici compagnie di soldati. Gli si arrendono Sansepolcro, Montepulciano e tutti i castelli della Valdarno e della Val di Chiana dopo avere procurato ovunque gravi danni. Scorre nel volterrano; perde parecchi giorni a Sant’ Anastasio, saccheggia Villamagna ed altri castelli che mette a fuoco. Sempre in tale mese si dirige a Bologna per l’incoronazione imperiale di Carlo V che avviene in San Petronio.

Mar.Toscana

Chiede la resa di Volterra tramite Roberto Acciauoli;  ne viene respinto da Francesco della Brocca. Si avvicina al Cecina, espugna San Dalmazio ed attacca il castello di Pomarance dove si trova una grande quantità di bestiame: i suoi uomini ne sono respinti dai terrazzani.

Apr.Toscana

Sosta a Laiatico, spinge parte delle sue bande ad Orciatico e a Chianni; lascia 200 fanti sotto Volterra, prende la via della Val d’Elsa, raggiunge Santa Maria a Monte. Si muove alla volta di Poggio per Ponte a Signa; si unisce con Fabrizio Maramaldo e penetra in Volterra con il favore degli abitanti. Ne assedia la rocca e vi predispone attorno archibugieri e piccole artiglierie; fattovi rimanere un presidio agli ordini dei fuoriusciti senesi Giovambattista e Carlo Borghese punta su Pistoia per soccorrervi i filomedicei Panciatichi. Volterra viene recuperata da Francesco Ferrucci.

Mag Giu.Toscana

Il marchese di Vasto Alfonso d’Avalos lo spinge  con Diego Sarmiento (1500 fanti italiani, 2000 spagnoli, 1500 cavalli e sei pezzi di artiglieria) ad attaccare  Empoli difesa da 600 fanti. Si colloca con i fanti italiani di fronte alla chiesa di Santa Maria; gli spagnoli irrompono nel centro,   Alessandro Vitellli li segue con i suoi uomini quando il sacco è stato quasi del tutto ultimato. Forse i commissari Andrea Giugni e Pietro Orlandini si sono venduti agli imperiali: certo è che Empoli cade senza opporre resistenza e che il Giugni e l’Orlandini sono dipinti a Firenze come traditori.

Lug.Toscana

A Fucecchio. E’ contattato dai Panciatichi per combattere nel pistoiese i Cancellieri fautori della causa fiorentina. A Pistoia è reggiunto da un ordine del principe d’Orange di prendere ai suoi ordini alcuni spagnoli che si sono ammutinati ad Altopascio. Riconduce costoro all’obbedienza con la speranza di battere i fiorentini condotti da Francesco Ferrucci e da Giampaolo di Ceri.

Ago.Toscana

Tallona gli avversari con Fabrizio Maramaldo. Prende parte alla battaglia di Gavinana (tra gli imperiali 7000/8000 fanti e 400 lance, contro 3000 fanti e 400 cavalli dei fiorentini): spunta alle spalle e sulla destra degli avversari con le bande dei Panciatichi comandate da Niccolò Bracciolini. Il combattimento è incerto; muore il principe d’Orange per due colpi di archibugio ed anche Fabrizio Maramaldo è respinto; l’arrivo di 2000 lanzichenecchi, lasciati di riserva con le forze dello stesso Maramaldo, unito con il successo dell’azione di Alessandro Vitelli sulla retroguardia fiorentina di Giampaolo di Ceri, capovolgono l’esito dello scontro. Sono catturati Giampaolo di Ceri e Francesco Ferrucci che è ucciso, o fatto uccidere, da Fabrizio Maramaldo. Con la vittoria si sposta a Pisa con lo stesso Maramaldo e Cucchero Albanese: Michele di Montopoli esce dalla Porta di San Marco e respinge gli attaccanti. Alessandro Vitelli si trasferisce nuovamente nel pistoiese;  a metà mese presenzia a Firenze alla firma dei capitolati di resa della repubblica.

…………..ToscanaRimane per qualche tempo alla guardia di Pistoia. Nell’ anno sposa Angela dei Rossi, figlia di Troilo e vedova del cugino Vitello Vitelli.
1531FirenzeToscanaA Pistoia. Alcuni suoi soldati derubano di un sacco di legumi un servitore del capitano Giovanni Scarfavitoni con il quale sono a pranzo due giovani della famiglia Brunozzi. Questi ultimi percuotono i soldati; Alessandro Vitelli si infuria e vuole vendicare l’affronto. Si incontra con Ansideo Panciatichi e chiede la consegna dei Brunozzi  seguaci di quest’ultimo. Ansideo Panciatichi si adira a sua volta e mette mano alla spada; solo l’intevento di Atto Bracciolini salva la vita ad Alessandro Vitelli. I Panciatichi si sollevano ed il condottiero è costretto a fare presidiare il Palazzo dei Priori da 200 suoi armati.
15321000 fantiToscana

Si pone al servizio del duca Alessandro dei Medici di cui diviene in pratica il braccio destro. I suoi soldati si prendono a Firenze tutte le licenze possibili.

1533Toscana

Ha l’incarico di arrestare Filippo Strozzi: riesce a dissuadere il duca dal portare a termine questo disegno.

1534Toscana

Alla morte del papa Clemente VII rafforza le guarnigioni del ducato di Firenze per prevenire eventuali disordini ai danni dei Medici.

1535Toscana e Umbria

Su istigazione di Alessandro dei Medici organizza l’assassinio del cardinale Ippolito dei Medici che avviene materialmente per veleno ad Itri  ad opera di Giovanni Andrea di Borgo San Sepolcro. In questi anni dimora abitualmente a Città di Castello dove prende parte alla vita pubblica.

1537
Gen. mar.Toscana

E’ ucciso Alessandro dei Medici;  determinante si rivela il suo apporto nel sostenere alla successione la causa di Cosimo dei Medici.  Scorta quest’ultimo a Firenze con 500 fanti. Occupa la cittadella a nome dell’ imperatore e vi fa entrare Otto da Montauto con 100 archibugieri; questi ne espelle il connestabile precedente Paolantonio da Parma. Alessandro Vitelli dà ospitalità alla vedova del duca, Margherita d’Austria, figlia naturale di Carlo V, e costringe a fuggire da Firenze il cardinale Salviati che vorrebbe ridurre i poteri a Cosimo dei Medici. Il Vitelli accerchia il suo palazzo e lo fa devastare dai suoi armati. Saccheggia anche il palazzo del duca defunto; si trattiene una parte dei denari mentre un’altra parte va ai soldati. Il bottino complessivo viene valutato in 300000 scudi dei quali 60000 in contanti. Ci vogliono più giorni per trasportare a Citerna (di cui Alessandro Vitelli è stato infeudato da Clemente VII) su muli le prede di sua pertinenza. Imbaldanzito per il suo potere tratta in maniera arrogante il nuovo duca, invia a Pistoia il cognato Niccolò Bracciolini (dei Panciatichi) a governare la città, alimenta le lotte di fazione a Città di Castello ed a Sansepolcro con l’obiettivo di insignorirsi delle due località alla prima occasione.

Apr.Toscana

Si dirige a Sansepolcro ed a Anghiari minacciate da possibili incursioni dei fuoriusciti di Piero Strozzi.

………………Toscana

Tratta con l’ambasciatore spagnolo a Roma per mantenere la cittadella di Firenze a nome dell’imperatore;  consegna agli imperiali le rocche di Livorno e di Pisa. Tenta di convincere Filippo Strozzi, da cui è legato da vincoli di parentela e di amicizia, a non arrischiare azioni offensive ai danni del ducato.

Lug.FirenzeFuoriuscitiToscana

Informato da Niccolò Bracciolini dei tentativi di Piero Strozzi di unirsi con i Cancellieri con Pirro Colonna e Rodolfo Baglioni esce da Firenze con 3000 fanti spagnoli, due insegne di fanti tedeschi e molti cavalli. Fa riposare le truppe a Prato.

Ago.Toscana

Giunge in gran silenzio a Montemurlo mentre Piero Strozzi si sta  allontanando verso Pistoia: assale il castello in cui si sono rinchiusi, tra gli altri, Filippo Strozzi, Bartolomeo Valori ed Antonfrancesco degli Albizzi. Ne incendia la porta e costringe i fuoriusciti alla resa. Cosimo dei Medici gli consegna una taglia di 18000 scudi (di cui una parte va a Pirro Colonna); Alessandro Vitelli rientra a Prato ed a Firenze con i prigionieri. Dà speranze a Filippo Strozzi di salvargli la vita, lo tratta con liberalità e si fa consegnare in cambio notevoli somme di denaro; rifiuta di rilasciarlo in potere del duca pretendendo (si dice) una taglia di 80000 scudi.

1538
………………Toscana

E’ convinto dall’inviato dell’ imperatore Lopez Urtado a consegnare Filippo Strozzi e la fortezza di Firenze al duca Cosimo dei Medici in cambio di 25000 ducati e del feudo di Amatrice nel regno di Napoli. Cosimo dei Medici gli toglie, alfine, ogni incarico a favore di Giovanni di Luna. Alessandro Vitelli passa al servizio del papa Paolo III.

Nov.ChiesaUrbinoMarche

Contrasta il duca di Urbino Guidobaldo della Rovere nella guerra di Camerino.

1540
Mag.ChiesaPerugiaUmbria

Combatte Perugia nella cosiddetta guerra del sale.  E’ inviato contro la città con il vescovo di Casale Bernardino della Barba alla testa di 8000 fanti italiani, 4000 spagnoli ed 800 tedeschi. Giunge a Ponte San Giovanni ed assedia Torgiano.

Giu.Umbria

Si avvia a Ponte Pattoli: mentre i suoi soldati sono impegnati nel saccheggio del  territorio costoro sono sorpresi da un attacco  di Pantaleone da Perugia che mette lo scompiglio tra le sue truppe. Rodolfo Baglioni, postosi alla difesa della città, viene in breve tempo costretto ad arrendersi a discrezione. Alessandro Vitelli entra in Perugia con Pier Luigi Farnese;  cerca un pretesto per mettere a sacco la città: Girolamo Orsini e Niccolò da Tolentino ostacolano i suoi piani. Rientra a Città di Castello portando con sé una lumiera posta sulla porta del Palazzo dei Priori.

…………Umbria

A Perugia con il compito di costruirvi una nuova cittadella al posto delle case dei Baglioni e di molte altre abitazioni.

1541
Feb.Umbria

Alla guardia di Perugia con 500 fanti.

Giu.ChiesaColonnaLazio

Fronteggia Ascanio e Fabio Colonna;  prende parte agli assedi di Rocca di Papa e di Paliano. Cattura Lucio Savelli nei pressi della seconda località; sconfigge con Pier Luigi Farnese a Monte Cambrito 700 fanti che provengono da Genazzano; entra  in Rocca di Papa espugnata dal Bombaglino.

1542
Giu.ImperoImpero OttomanoEmilia

Staziona nel modenese a San Martino: le autorità del capoluogo gli fanno avere in dono due botti di vino, sedici stara di spelta, 100 salami, due vitelli e quattro fiaschi di malvasia affinché attraversi il territorio senza danneggiarlo. Viene inviato con 3000/3500 fanti in ausilio dell’ arciduca Ferdinando d’Austria per affrontare i turchi in Ungheria.

………………Ungheria Austria Umbria

Agli ordini di Gioacchino di Brandeburgo partecipa all’ attacco di Pest. E’ gettato un ponte sul Danubio;  ha il compito di impadronirsi dell’ isola di Sant’ Andrea mentre Gian Giacomo dei Medici deve occupare l’isola di Santa Margherita. I turchi escono da Buda, assalgono i suoi fanti e gli infliggono notevoli perdite. Delibera di preparare un’imboscata agli avversari: la trappola scatta a seguito di un nuovo attacco proveniente dalla città coadiuvato dalla cavalleria. Si ritira affettando timore, gli spagnoli del Pereno escono dall’ agguato, la fanteria vitellesca  si spinge in avanti con gli archibugieri in mezzo ai nemici con i cavalli ungheresi ed i fanti tedeschi. Si contano tra i turchi 400/500 morti, di cui 100 appartengono al corpo scelto dei giannizzeri. Alessandro Vitelli si segnala nel combattimento per il suo valore rilevato, nella medesima occasione, anche dai capitani ottomani. Gli imperiali battono le mura di Buda con 40 pezzi di artiglieria; il Vitelli chiede di essere il primo a portare l’assalto con le milizie di Filippo Tornielli. Gli italiani sono respinti con molte perdite anche per il mancato sostegno dei fanti tedeschi e degli ungheresi: 700 sono i morti tra gli uomini delle sue compagnie, ancor più numerosi sono i feriti dei quali moltissimi moriranno nell’ autunno durante il viaggio di  ritorno in Italia; altri ancora si ammalano nell’ attraversare le Alpi prima di raggiungere Villach. Alla partenza l’arciduca dona ad Alessandro Vitelli ed al suo tesoriere Giovannni Angelo dei Medici alcune tazze dorate. A Città di Castello giunge con la metà degli effettivi con i quali ha lasciato la località mesi prima.

1543
………………Lazio

A Roma per seguire la costruzione delle mura che congiungono Trastevere con il Borgo Leonino.

Lug.Emilia ed Umbria

Si incontra a Busseto con l’imperatore; rientra a Perugia.

1544
Sett.Umbria

E’ segnalato sempre a Perugia.

1546
Lug.ImperoProtestantiEmilia Lombardia Trentino A. Adige Germania

Raduna truppe a Modena da portare in Germania per combattervi le milizie della lega smalcaldica. Ha l’incarico di luogotenente del duca di Camerino Ottavio Farnese. Presenzia alla rassegna dei suoi uomini effettuata a Bologna vicino al ponte sul Reno fuori Porta  San Felice; giunge in Germania toccando il ducato di Mantova, Bussolengo e Rovereto. In tale città è informato che gli sono state fatte sequestrare da Pier Luigi Farnese tutte le entrate dell’ abbazia di Chiaravalle della Colomba per il ritardo del pagamento del censo di alcuni anni. Risolta la vicenda a Trento prosegue per il fronte.

Ago.Germania

Partecipa alla battaglia di Nordlingen. Al comando della fanteria pontificia conduce un vano tentativo con Giovambattista Savelli per conquistare la pianura di Gerolfingen; si distingue a Ingolstadt dove conduce un’azione offensiva con lo stesso Savelli e Giovambattista Borghese. Attacca con 1600 fanti e 1600 cavalli il campo di Filippo di Assia: entra nottetempo, sempre con il Savelli, in una foresta vicina ed all’alba si prefigge di penetrare al suo interno. Stesso obiettivo hanno gli avversari; nasce una scaramuccia al cui termine i fanti italiani ripiegano in un borgo ed i cavalli nelle immediate vicinanze. Rimasti isolati i soldati raggiungono il campo imperiale con una sortita.

Sett.Germania

In avanscoperta verso Ulm con Giambattista Castaldo, Giulio Orsini, Pirro Colonna, Cesare da Napoli e Paolo Vitelli (600 archibugieri italiani e 60 cavalli leggeri).

Ott.Germania

Si accampa nei pressi di Wendingen. Assale Donanworth agli ordini di Ottavio Farnese disponendo di dieci pezzi di artiglieria, 2000 fanti italiani e 4000 tedeschi del colonnello di Schonbug: la guarnigione di 800 fanti abbandona  il centro e ripara ad Augusta. Gli abitanti si arrendono a discrezione.

………………Germania

Passa a Landshut; cominciano le diserzioni per il ritardo delle paghe;  non riesce più a tenere a freno i suoi fanti nonostante la severità esercitata. Molti si ammalano e muoiono di stenti; numerosi sono quelli che vendono le loro armi ed i vestiti per sopravvivere.

1547
………………Germania

Fronteggia in Baviera i protestanti con 12000 fanti e 1000 cavalli.

Sett.ChiesaEmilia

Rientra a Parma con Ottavio Farnese a seguito dell’ uccisione di Pier Luigi Farnese.

Nov.Lazio

Lascia Parma con 60 cavalli e punta su Roma.

1548Lazio

Ha il compito di sorvegliare a Roma il buon andamento dei lavori del conclave.

1551
Giu.ChiesaFranciaEmilia

Fronteggia Ottavio Farnese nella guerra di Parma. Si porta a Crevalcore per contrastarvi le scorrerie di Piero Strozzi; abbandona San Giovanni in Persiceto;  ha numerosi scontri con la cavalleria francese.

Lug.Capitano g.le artiglieriaEmilia

Si muove sotto Mirandola con 9000 fanti e 600 cavalli;  vi assedia il Termes che ha a sua disposizione 4000 fanti e 600 cavalli. Dà alle fiamme i raccolti del contado. Si impossessa del campo di Sant’ Antonio con Camillo Orsini; a metà mese cattura tra Mirandola e Concordia Guglielmo Corso, Ludovico Carissimi, Collatino da Collalto ed Ottaviano da Thiene; lo stesso Orazio Farnese si salva a stento in un altro agguato tesogli da Vincenzo Nobili con 300 archibugieri e 100 cavalli. Su suo consiglio sono costruiti attorno a Mirandola quattro forti per tenere sotto pressione gli assediati ed ostacolare l’attività di vettovagliamento dei difensori.

Ago.Emilia

Sfugge con difficoltà ad una sortita dei francesi una sera che si è fermato fuori dal forte di Sant’Antonio. Impedisce che Orazio Farnese lasci Mirandola per passare alla difesa di Parma; ha alcune grosse scaramucce con il Turchetto e Giovanni Gagliardo in cui fra i suoi uomini viene ucciso il Chiappino.

Sett.Emilia

Cade con 50 cavalli e molti fanti in un’imboscata preparata dal Ravella presso le sue trincee: tra i pontifici sono uccisi 50 fanti e due cavalli leggeri.

Ott.Emilia

Con il capitano generale Giambattista del Monte viene posto in fuga dal Turchetto nelle vicinanze di Mirandola. Cerca di ricorrere ad altri mezzi pur di ottenere la resa degli avversari di cui non è capace a vincere la resistenza: fa disertare nel campo nemico un tamburino ed un bombardiere con lo scopo di dare fuoco alla santabarbara della piazzaforte. Costoro sono scoperti ed impiccati. Negli stessi giorni Giovanni Gagliardo fa prigionieri, poco lontano dal forte di Sant’Antonio, alcuni gentiluomini di Città di Castello usciti a caccia con Alessandro Vitelli: indignato ordina ai suoi di non fare più prigionieri e di passarli per le armi. Immediata è la replica degli avversari.

Dic.Emilia

Con Giambattista del Monte sorprende 200 soldati usciti per fare legna: costoro sono soccorsi dai cavalli del Turchetto ed ancora una volta le compagnie di Alessandro Vitelli devono arretrare. Cerca  di razziare numerosi capi di bestiame al pascolo della Tagliata: insegue i guardiani e cade in un’ennesima imboscata da parte di Giovanni Gagliardo dove i suoi fanti sono lasciati soli dalla cavalleria alla mercé degli avversari.

1552
Feb.ImperoFranciaMaestro g.le di campoToscana

Con la pace passa al servizio degli imperiali nella guerra di Siena. Ha il titolo di maestro generale di campo. Alla morte del viceré di Napoli don Pietro di Toledo ha il comando delle truppe con il figlio di quest’ultimo don Garcia di Toledo. Occupa Follonica al primo assalto; entra in Val di Chiana muovendosi tra Borghetto e l’Ossaia, conquista numerosi castelli;  ottiene a patti Monticchiello dopo un mese di assedio.

Mar.Toscana

Assedia in Montalcino Giordano Orsini. Intima invano la resa; fa costruire trincee intorno al castello, colloca gli spagnoli verso Pienza, i tedeschi verso Montepulciano, gli italiani sul Paglia e l’artiglieria sulla strada per Chiusi.

Apr.ChiesaFranciaCapitano g.leEmilia

Ritorna ad assediare Mirandola;  ha il comando delle truppe alla morte di Giambattista del Monte. Respinge una sortita dei difensori; tratta  con gli avversari la pace a nome del papa e si adopera affinché i forti abbandonati dai pontifici siano occupati dagli imperiali. Rientra in Toscana all’ assedio di Montalcino.

Mag.ImperoFranciaToscana

Si porta in una casamatta per controllare il tiro delle artiglierie;  per poco non cade nelle mani di Giordano Orsini che è riuscito a conoscere in anticipo i suoi movimenti.

Giu.Toscana

Vista l’inanità dei suoi sforzi deve lasciare l’assedio di Montalcino.

1554Umbria

Ottiene in feudo Montone. Muore a Citerna. E’ sepolto nella cattedrale di Città di Castello con solenni esequie. In corrispondenza con Pietro Aretino e con Giorgio Vasari. Ritratto da quest’ultimo nella sala di Cosimo nel Palazzo Vecchio a Firenze. Fa costruire a Città di Castello il Palazzo Vitelli alla Cannoniera, opera (forse) di Antonio da Sangallo il Giovane.

CITAZIONI

“Capitano molto esperto.” SEGNI

“Feroce e indefesso aiutatore di tirannicidi.” BONAZZI

“Bellicoso e valente Capitano..E’ annoverato fra pochi valorosi Capitani d’Italia.” GIOVIO

“Tratta l’armi con gran gloria.” ALBERTI

“Che nelle guerre del suo tempo fu di gran stima e riputatione, e però molto grato all’imperatore.” MISSAGLIA

“Guerriero sperimentato.” OROLOGI

“Nelle occasioni tutte che in guerra se gli appresentarono, si portò così egregiamente, che acquistò nome dignissimo di Capitano..Non pugnò mai senza vincere e non vinse mai, senza esser non men del tempo, che de’ suoi nemici vittorioso. Era Alessandro di statura alta, di volto pallido, d’occhi e capelli castagnicci, di barba rossa.” ROSCIO

“Capitano di molto nome e valore.” SANSOVINO  

“Famoso nelle guerre di quel secolo.” PROMIS

“Honor e gloria della militia Italiana.” ULLOA

“Hominem strenuum et militare gnarum.” A.M. GRAZIANI

“Guerriere molto esercitato e cauto.” ADRIANI

“Con riputazione di condottiere di gran valore e di gran sagacità.” LITTA

“Condottiero di gran valore e di grande sagacità.” BOSI

“Il quale fu nei suoi dì per prudenza e per virtù Capitano di guerra molto eccellente, e per la chiarezza dell’opre sue grandemente celebrato.” CIRNI

“Espertissimo e molto valoroso nell’armi.” ROSEO

“Sarà nominato sempre un glorioso splendor della militia Italiana.” RUSCELLI

“Rozzo e imperioso soldato mercenario, solo avido di stipendi, legatissimo alla parte imperiale, di moralità estremamente dubbia, niente affatto ben visto in città (Firenze) né amico, per parte sua, dei Fiorentini di cui diffidava, non perdonando loro di aver mandato a morte, decapitandolo, suo padre Paolo Vitelli.” CANTAGALLI

“Buon soldato vassallo.” GOSELLINI

Con Giambattista Savelli, Sciarra Colonna e Piermaria dei Rossi “Tutti Colonnelli valorosissimi dell’Imperatore.” CARRARI

“Giovan pregiato de ogni virtù/…/ ch’ é in l’arte militar fulgente lampo.” ROSEO

“Signore inquieto.” Da GUERRE IN OTTAVA RIMA

“Era uomo d’azione, ma anche venalissimo. Egli non rendeva mai nulla se non al suono di molti ducati.” RENDINA